Il castello

Che bello sarebbe un mondo senza guerra!

È la pace che sostiene la terra
l’uomo selvaggio è quel fiore non colto

la spada imbratta
le rughe sull’anima mia
son solchi nel cuore

le mura son barriere
si sgretolano grondano di sangue innocente

ogni pena è fango viscido di lacrime
ogni pietra è fuoco vermiglio fendente

miro il castello così maestoso
nella luce smisurata del mattino
sì sei dolce splendore
custode di un passato in chiaroscuro
un cherubino s’è posato a lenirne i ricordi

si annega la mia mente nel mio pensare
nel mirar la bellezza della mia città@


Tre

Amore, eros e morte
tre
fantasia, sogno e allucinazione
tre
passato, presente e futuro
tre
tenerezza, paura e curiosità
il numero magico dell’interpretazione della vita
simboli cangianti
di un’imprevedibile realtà.

Esploro l’anticonformismo
chiave sconfinata della vita.


Due occhi percezione visiva

Visione di parole
percezione fisica sensoriale
totale è la coscienza
vedo con gli occhi
è intuito mentale

inquietudine d’un mondo esterno
metto a fuoco nel fondo cristallino
foro iride dell’anima

due occhi
percezione profonda di visive parole
spazio informe di versi investiti di luce

sono porzione viva nello spazio
della composizione d’un tempo
chiamato poesia.®


“La luna il mare e tu” (città)

Il mare è lì immutato
calmo e quieto

mentre i pescatori rammendano le reti
un vecchietto mi parla soffusamente
sussurra parole che sembrano musica

un gabbiano s’alza e vira nel vento ascensionale
mi par di udire il suo canto stridulo d’amore,
prende il largo su quell’immenso azzurro
tra i pescherecci stanchi lerci ma fecondi di vita

vado con lo sguardo oltre quella linea orizzontale
che inghiotte il globo infuocato assetato,

la sera scende dolce nel bagliore di una magnifica notte
ed io
lesta lesta
vado via con il cuore pieno d’amore
con l’amica argentea luna.@


La vita

Affabile ed amorosa
la vita
magica sensuale viva timorosa
preziosa unica

s’infrange tumultuosa
nei frastagliati anfratti dei vortici umani

la vita un dono impercettibile
lieve passaggio nell’immenso infinito
nel buio di un buco nero di luce ormai remota@

 

diCrescenza Caradonna